Dicembre 3, 2006...7:30 pm

Apologia del fascismo

Salta ai commenti

Da wikipedia si legge

L’apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione”), anche detta “legge Scelba“, che all’art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque “fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità” di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque “pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche“.

Dal blog di Beppe Grillo…

Quant’ è bello il manganello
In un’area di servizio sono stati fotografati in vendita robusti manganelli di legno di dimensioni tra i 60 e i 90 centimetri. Manganelli neri con il brand: il Duce con l’elmo da soldato. E una gamma di scritte a scelta per l’automobilista di passaggio. “Molti nemici, molto onore”, “Me ne frego”, “Dux Mussolini”.
Fa parte del revisionismo storico in atto. Ci sono le magliette con scritto “Mafia – Made in Italy” e “Baciamo le mani” che vanno a ruba a Palermo tra i turisti stranieri. E in rete si comprano polo con la scritta: “Cosa Nostra” davanti e “affiliato” dietro.

Cosa ne pensate?

] marcomkc [


9 Commenti

  • Il manganello si diffonde: i vigili urbani di Milano avranno in dotazione manganelli bianchi, prevedibilmente da usare contro ambulanti soprattutto extracomunitari.
    L’Italia diventa sempre più forcaiola …

  • Penso che le forze dell’ordine debbano intervenire. Penso che Alessandra Mussolini debba essere processata. Penso che le manifestazioni di Ordine Nuovo non debbano mai essere autorizzate; anzi indagherei un po’ su questa simpatica associazione.
    Viva te!

  • Barbarie : istruzioni per l’uso.
    (ci siamo abituati , adattati a vivere in una civiltà incivile..restando periodicamente scioccati, e ciò contribuisce a nascondere il fatto che ci siamo abituati).
    Barbarie sta per:
    1) collasso di norme regolanti il comportamento morale tramite cui le società regolano i rapporti tra i loro membri (vedi mancanza di controlli, per cui per certi giovani europei possedere un’arma , potere letale, è una carica irresistibile)
    2) capovolgimento del sistema universale di norme e modelli di comportamento morale dediti alla vita, alla libertà, all’uguaglianza..
    le cause? dalle follie della guerra fredda, passando per il colonialismo in Indocina e Nordafrica (tentativo fallimentare francese che lascia un modello d’azione ai militari), fino ai moti insurrezionali e terroristici (dopo la rivoluzione cubana) con le loro scie di torture, assassini e terrore in Cile, Colombia, Messico ed in Occidente,pure in Italia, abbiamo assistito ad un indebolimento continuato dei limiti imposti dalla civiltà..
    perchè la storia ci insegni:
    DE HISTORIA, Eric Hobsbawm

  • Il fascismo è morto e sepolto.
    Certo gruppuscoli sparuti che lo scimmiottano esistono e vanno resi inoffensivi.
    Il vero pericolo però, oggi, è rappresentato dai nazi-comunisti.
    Intendo i no-globals, le brigate rosse e in genere tutta quella sotto-cultura di sinistra faziosa e insofferente che sempre più spesso fa sfoggio di violenza e ha fatto propri metodi e mentalità naziste.
    E sono molti.

  • 1) Il neologismo nazi-comunista è tanto stupido e trapela tanta ignoranza della storia del Novecento che non mi stupirei di sentirlo uscire dalle labbra di Bossi, magari accompagnato da un bel dito medio.
    2) La xeonofobia di marca leghista (vedi Calderoli, Borghezio e compagnia bella) non ha niente da invidiare alle deliranti teorie della razza del regime nazista e poi, più velatamente, di quello fascista.
    3) La propaganda di regime di cui mister B. si serve dai tempi della sua discesa in campo ricorda assai da vicino certa politica dell’informazione di tale Benito.
    4) Il movimento no-global è una cosa (peraltro trattasi di movimento pacifico assai trasversale comprendente persino frange cattoliche); le brigate rosse sono un’altra cosa; il comunismo un’altra ancora. D’altra parte da chi crede che Prodi sia un agente del Kgb non si possono pretendere grandi capacità d’analisi. La sotto-cultura invece è tipicamente di destra, dal momento che l’ignoranza in cui tale parte potica tende a mantenere la popolazione è uno dei primi strumenti di consenso (come Mister B. e la sua televisione spazzatura insegnano).
    5) La costituzione prevede l’apologia di fascismo come reato. E non ci si muove da lì. Così è. Se non si accetta la carta fondamentale dello stato è sempre possibile emigrare altrove.

    Quindi caro amico mcz06 smettila di dire stronzate! Sei veramente patetico.

  • Lisa dice che la sotto-cultura faziosa e insofferente non ha bandiera ed è spesso violenta.
    L’uomo è una specie violenta ed il 90% degli omicidi avvengono per futili motivi. Oltre l’istinto ci dovrebbe essere qualcosa di più… la cultura, appunto.

  • Grazie balthazaar.

    Con la tua risposta mi dai inconsapevolmente ragione.
    Da essa infatti traspaiono insofferenza, presunzione, intolleranza, odio, arroganza, distorsione della realtà, dogmatismo, violenza e faziosità.

    Tutte ‘qualità’ che hanno caratterizzato il nazismo, caratterizzano il comunismo e buona parte della sinistra odierna in Italia.

    Di tutto quello che scrivi mi preme solo notare che non ricordo di aver visto una, dico una, manifestazione dei no-global che non fosse violenta e carica d’odio.
    Per quel che riguarda le brigate rosse il loro serbatoio di crescita è nei gruppuscoli e gruppi vicini all’estrema sinistra (oggi al governo), tra cui appunto i no-global (o pensi che i loro nuovi virgulti provengano dalla Lega?).

    Concludo con uno scritto di Vittorio Strada (di cui allego la biografia).
    Dubito che tu abbia la mente abbastanza aperta da trarne un qualche giovamento (e tutto sommato non me ne importa nulla), ma mi auguro che con il passare degli anni tu possa liberarti dai tuoi dogmi e cominciare a ragionare in maniera autonoma (il branco in fin dei conti è una necessità sentita più dagli adolescenti che dagli uomini maturi).

    Ti auguro comunque un buon Anno Nuovo.

    “Uno dei più tremendi crimini del secolo XX, l’Olocausto, è stato oggetto di un numero assai alto di documentazioni e analisi, restando al centro dell’attenzione e della deprecazione, come lo era stato nei decenni precedenti. Invece il Gulag, un crimine analogo, per quanto dotato di una peculiarità, ma anche più grave del precedente in senso quantitativo, cioè per numero di vittime, per durata ed estensione, non occupa nell’attenzione pubblica e nelle ricerche storiche un posto paragonabile a quello dell’olocausto”.
    Allora chiediamoci, questa tragedia deve far parte o no della nostra memoria oppure deve prevalere la vulgata che il nazismo fu un orrore mentre il comunismo fu un errore? “Perché dovrebbe essere scandaloso, di fronte all’annientamento di ‘milioni di bambini di figli di miserabili Kulaki’, esigere, come ha fatto Ernesto Galli della Loggia, rigore e onestà nel chiedersi “che cosa ha ucciso quei bambini, qual è il significato, anzi, meglio, la portata storica, “il rango”, diciamo così della loro morte”? C’è una certa intellighentia di intellettuali progressisti che insiste a “salvare” il comunismo buono, quello teorico di Marx o Lenin e rifiuta di riconoscere l’equivalenza totalitaria tra il nazismo e il comunismo. E’ ancora presente un “pregiudizio favorevole” verso il comunismo e la sua storia mentre si continua a considerare il nazismo e il comunismo non come due “ gemelli totalitari” ma due estranei, perché il primo rappresenta l’incarnazione del Male mentre il secondo è un’utopia generosa che si è persa per strada nel suo tentativo di realizzare il Bene.
    Dobbiamo evitare di praticare sconti indebiti al totalitarismo rosso, occorre rendere quanto più possibile pubblica la verità storica sui crimini del comunismo, onorando la memoria delle numerosissime vittime del comunismo, attraverso iniziative permanenti e ben visibili di fondazioni, associazioni per svolgere quell’opera di revisione storica tanto necessaria del nostro novecento.
    Facendo questo non intendiamo portare alcun dirigente comunista sul banco degli imputati, come hanno fatto per i gerarchi nazionalsocialisti a Norimberga nel 1946, ma vogliamo far conoscere anche i crimini orrendi del comunismo.
    Gli ex comunisti possono chiedere di “voltare pagina”, ma devono prima accettare che questa pagina venga scritta.”

    Vittorio Strada
    Nato a Milano nel 1929. Slavista, professore ordinario di Lingua e letteratura russa all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è uno dei più autorevoli studiosi ed esperti del pianeta Federazione Russa-Paesi della C.S.I. Ha diretto per anni l’Istituto Italiano di Cultura a Mosca.
    Come si legge nella autobiografia che compare in Autoritratto autocritico. Archeologia della rivoluzione d’Ottobre (Liberal Edizioni, Roma 2004) fu un viaggio di studio in Russia che portò Strada a vivere la propria scelta politica da posizioni “deviazionistiche” rispetto alla linea del Partito Comunista Italiano e a evidenziare la frattura tra i propri interessi filosofico-teorici e il socialismo reale.
    I sui saggi ripercorrono gli intrecci e gli scambi con la civiltà europea in due secoli e mezzo di storia culturale russa; in particolare indagano il tema dell’appartenenza della Russia all’Europa, una questione tuttora aperta.
    Ha ideato la Storia della letteratura russa in sette volumi edita parzialmente da Einaudi e integralmente, in Francia, da Fayard e fondato la rivista di studi storico-culturali “Rossija/Russia”, ora pubblicata a Mosca. Ha curato l’edizione delle opere narrative di Michail Bulgakov (Einaudi) e Boris Pasternak (Mondadori) e presentato testi fondamentali del pensiero filosofico e politico russo moderno. Tra i suoi volumi: Le veglie della ragione. Miti e figure della letteratura russa da Dostoevskij a Pasternak (Torino 1986), Simbolo e storia. Aspetti e problemi del Novecento russo (Venezia 1988), Autoritratto autocritico. Archeologia della rivoluzione d’Ottobre (Roma 2004).
    Da molti anni scrive sulle pagine del Corriere della Sera.

  • Apologia di fascismo prevede anche :

    -detenzione fino a 2 anni per chi distrugge, disperde, deteriora o imbratta la bandiera italiana.

    Nessuno ha preso provvedimenti contro NO GLOBAL pacifisti che hanno bruciato pubblicammente la bandiera ITALIANA.


Lascia un commento